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Air siot finale

La ricostruzione tridimensionale nella pianificazione pre-operatoria della chirurgia di revisione sia di anca che di spalla. La ricostruzione tridimensionale è una metodica di recente introduzione nella nostra pratica clinica    e quindi risulta importante conoscere quali sono le tecnologie necessarie per ottenere un modello tridimensionale del segmento osseo che noi stiamo studiando, per poter poi fare un'accurata pianificazione pre-operatoria.

Come si arriva dalla radiologia tradizionale alla stampa 3D?

Ci sono tre step fondamentali, di cui il primo è l'acquisizione imaging, quindi è una acquisizione imaging tradizionale, che nella maggior parte dei casi è una tac ma in alcuni casi si può riferire anche a una risonanza magnetica e che deve essere eseguita rispettando dei parametri specifici. A questo punto abbiamo ottenuto il nostro dataset di immagine DICOM e devono essere importate in un altro ambiente, un ambiente software di ultima generazione che vengono denominati come software di 3D modeling. In questo caso il chirurgo deve interfacciarsi con un'altra figura, che è quella dell'ingegnere biomedico.  Questo è un file 3D PDF, che può esser fornito al chirurgo e che può eseguire i seguenti i suoi piani di taglio, può navigare. 

Il professor Capone ci parlerà della classificazione dei difetti ossei acetabolari e pelvici.

Sicuramente quella più utilizzata è quella di Paprosky, perché secondo me, in base, appunto, all'analisi dei vetri anatomici ci dava già una visione bidimensionale del difetto. Vedete, questo è un esempio pratico che ha sicuramente aiutato Antonio Campacci a trattare adeguatamente questo caso. Ricordatevi che il 3D modeling non solo ci fa vedere l'osso ma ci  fa vedere anche i tessuti morbidi,  quindi vedete come ben evidenzia i rapporti fra le viti,  l'anello acetabolare e i vasi circostanti  e quindi naturalmente questo ci permette di  fare un'adeguata programmazione,  la tac, ma soprattutto la ricostruzione 3D ci permette di  fare una valutazione molto più specifica e molto più accurata  della reale perdita di tessuto osseo, quindi naturalmente sceglie un trattamento chirurgico più mirato. Franco Benazzo e Perticarini hanno proposto una classificazione dei difetti ossei in base al modello 3D, quindi dall'esame radiografico valutiamo la tac, facciamo in basso a sinistra il nostro modello 3D, e che ci permette di quantificare il difetto osseo, quindi possiamo dire che ormai la tecnica 3D modeling è sicuramente una tecnica che può essere utilizzata in molti casi di divisione, e fondamentalmente ci anticipa la realtà operatoria.

"La customizzazione viene da una acquisizione di una tac, viene fatto un modeling in 2D, su cui si discute con gli ingegneri e si passa poi, una volta che il progetto è approvato, alla produzione e alla consegna. Vedete le 3-5 settimane sono estremamente variabili, se prendiamo troppo tempo, cioè passano sei mesi dall'acquisizione della tac a quando abbiamo il prodotto per motivi diversi, dopo sei mesi possiamo non trovarci in una situazione ossea che non è più esattamente quella su cui abbiamo lavorato. Questo è un caso di un uomo giovane di 44 anni, aveva avuto diversi anni prima per un politrauma una frattura acetabolare, una frattura del tendine prossimale. Le radiografie parlano da sole, non era stato trattato per la frattura acetabolare per via di un dismorfismo e una necrosi dell'osso acetabolare, questa è la tac, che è stata fatta da chi l'ha operato in prima istanza, e chi l'ha operato in prima istanza aveva optato per questa soluzione, queste le radiografie che ho ricevuto da chi l'aveva operato, quindi una ricostruzione con un grosso trapianto osseo della parete postero superiore, e dopo  la rimozione del chiodo, quindi un approccio tecnicamente ineccepibile.

Dopo pochi giorni si lussa e viene rivisitato, viene rivisto, ri-operato con un approccio di tipo diverso per rimuovere  completamente la calcificazione interiore, viene cambiato il tipo di coppa e di modularità  all'interno della coppa, e nonostante questo, non c'è l'osteointegrazione, quindi a questo punto la mia soluzione è stata quella di customizzare  la soluzione chirurgica, cioè quella di andare a riempire il difetto che era estremamente importante, quindi la rimozione, e questa era la modellizzazione che si può provare intra-operatoriamente,  ed ecco il risultato a confronto con le immagini pre-operatorie. È una donna di 90 anni, operata di protesi di anca bilaterale. A distanza di otto anni, iniziale mobilizzazione dei cotili.  La tac, a 10 anni, ha un'evidente mobilizzazione del cotile a destra. Ho realizzato uno studio 3D, il modellino mi ha aiutato molto perché mi ha già definito, io dovevo utilizzare una    fresa da 50 per allargare la parte superiore e per poter far posto con nell'augment di riempimento. Questi sono i modellini sul tavolo operatorio, vedete l'immagine dello studio pre-operatorio e l'immagine intraoperatoria a destra, come si identificano abbastanza bene.

Oggi il nostro problema può avere una soluzione alternativa, soluzione alternativa che non è il futuro, perché questi montaggi qua cioè il custom made è una realtà che noi oggi abbiamo a disposizione e quindi io ritengo che tutto questo studio, tutto questo processo che stiamo portando avanti, sia utile nella chirurgia primaria ma assolutamente indispensabile prima di una chirurgia di revisione.

Questo è il primo incontro della stagione autunno-inverno come dicono nella moda e fa piacere che sia proprio l'Air a dare il via a questi nuovi webinar che fanno partecipare queste società, che io ho sempre considerato la SIOT come un grande prato polifita in cui tantissimi fiori, le società, ne compongono la bellezza.