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Come Donato ha risolto un annoso problema di gonartrosi bilaterale severa grazie al dr. Mocci

 "Siamo partiti in polizia nel '65, 13 Dicembre del '65. Siamo andati a Nettuno, Caserta, poi Brescia poi a   Milano. Da lì poi a Trento, squadra mobile. Sono stato bene fino a 40-45 anni, poi ho incominciato ad avere   qualche problema alle ginocchia, specialmente il destro   e infatti poi dato il dottor Mocci Andrea mi ha operato ad entrambe le ginocchia, a distanza di un anno dall'altro di menisco. Dopo una decina di anni ho cominciato ad avere problemi sempre al ginocchio destro   per la cartilagine che stava andando in frantumi.   Zoppicavo, non potevo forzare su una gamba dei pesi, se prendevo un peso sentivo il dolore, e quindi dopo qualche anno, l'avevo già preventivato che dovevo cambiare l'ammortizzatore. Ho resistito ancora molti anni però zoppicavo, non potevo far più niente, alla fine mi sono deciso per la protesi. Quindi era in lista solo il ginocchio   destro. Nei quattro mesi di attesa, il sinistro ha detto a me "basta", è crollato dalla sera alla mattina."  

Beh, Donato aveva un problema da molti anni che non riusciva a risolvere, aveva queste  due ginocchia gli facevano molto male, entrambe, e questo gli creava un sacco di   problemi nel camminare, nell'autonomia, tra l'altro è una persona molto attiva, una   persona diciamo con un carattere fortissimo, e quindi accettava   assolutamente con sofferenza questa situazione, quando è venuto da me e mi ha   chiesto "Dottore cosa posso fare?", io ho guardato le lastre, effettivamente lui  aveva uno di quei casi in cui bisogna pensare che il problema non è solo  un'articolazione ma sono due.

"Poi il dottor Mocci ha deciso di farle entrambi, di fare il bilaterale. Ci hanno presi per pazzi tutti e due, sia al dottor Mocci che a me, "Ma come? E se ti va male rimani sulla sedia a rotelle".

Come potevo fare ad aiutarlo senza proporgli un lungo percorso che poi è quello che molti fanno in realtà, cioè   prima un'articolazione, una rieducazione, e poi l'altra. Quindi sulla base dei diciamo moderne informazioni scientifiche si è visto che poi alla   fine in determinati pazienti con alta motivazione e con ovviamente determinate condizioni generali ottimali si poteva fare assolutamente un intervento bilaterale, per affrontare una sola volta un intervento, una sola volta una rieducazione, e quindi poi alla fine affrontare un percorso più impegnativo all'inizio, però risolutivo in un solo momento.

"Sui 15 km ce la faccio"   - "Ne fai 21, ne fai 21 adesso!" - "Mi sto attrezzando, mi sto attrezzando".

"Mi sono ripromesso che dalla clinica dovevo uscire senza stampelle e così è stato. Il pomeriggio del giorno 1 ho fatto l'intervento, sono stato tranquillo perché sapevo di essere in ottime mani”.

Le complessità che uno deve affrontare in sala operatoria e come organizzazione di sala anestesiologica e chirurgica sono ovviamente maggiori rispetto a un   intervento monolaterale, e questo comporta un'anestesia diversa, una  maggiore assistenza anestesiologica, un intervento che si ripete  fondamentalmente, si fa prima un'articolazione, poi l'altra e in questa maniera il tempo chirurgico è il doppio, quindi ovviamente bisogna controllare  tutti gli aspetti che possono essere relativi a un intervento lungo due volte e  un intervento normale.