fbpx Elvira era in sedia a rotelle nonostante la sua giovane età per una necrosi della testa femorale. | Link Italia SPA

Elvira era in sedia a rotelle nonostante la sua giovane età per una necrosi della testa femorale.

 "Mi chiamo Elvira Alessi, ho 52 anni, nel marzo del 2019 ho avuto un dolore di schiena molto anomalo, come scosse elettriche che mi prendevano il sacrale. Questo mal di schiena cominciò poi a portarvi una zoppia della gamba destra."

Non riusciva a camminare in poche parole, ed è giunta la mia osservazione sulla sedia a rotelle.

"Mi venne in mente di chiamare un ortopedico e per istinto mi sono rivolta al dottore Bombara, perché 26 anni fa aveva operato mio fratello. Aveva avuto un problema giocando a pallacanestro su un tendine e tutti avevano detto che sarebbe rimasto zoppo, invece fu operato poi da Bombara e Bombara gli ridiede praticamente quello che gli altri non gli avevano dato di speranza, quindi tutt'oggi mio fratello ha 54 anni e non ha mai più avuto nessun problema. Ho chiamato Bombara e mi ha detto "Signora se io dovessi darle un'età anagrafica  da quello che vedo nella radiografia le darei 85 anni e non 52", l'ho raggiunto, mi  hanno accolto con la sedia a rotelle all'entrata dell'istituto ortopedico, dove appunto opera Bombara, e sono andata subito da lui, mi ha ricevuto  immediatamente, mi ha mandato a fare tutti gli esami radiologici e poi è  venuto e mi ha detto, dice, "Lei ha quello che io sospettavo, lei ha una necrosi al  femore”. Il dottore Bombara non si è imposto dicendomi "Io le faccio l'impianto di protesi”. Lui mi ha detto "Lei cosa vuole fare?" e io gli ho detto che voglio camminare."

In occasione del primo pre-ricovero per sottoporsi all'intervento chirurgico la paziente è stata bocciata dall'anestesista in quanto affetta da obesità in quanto si presentò con una situazione di insufficienza renale acuta probabilmente dovuta a un abuso di farmaci antinfiammatori. Contattai l'anestesista, le prospettai appunto il caso dal lato umano, la paziente andava gestita più come una paziente affetta da una frattura e per fortuna l'anestesista mi è venuto incontro e mi è stato dato l'ok per l'operatività. 

"Ovviamente ero in sovrappeso perché adesso ho perso 20 kg, e questo non è stato motivo di scoraggiamento da parte del chirurgo, così non è stato motivo di scoraggiamento da parte del chirurgo sapere che io avevo una patologia autoimmune. Quando io sono entrata in ospedale intanto sono stata accolta con una massima professionalità da parte di tutto il personale medico, il giorno dell'intervento io sono arrivata piangendo perché avevo dei dolori atroci."

Ho eseguito un intervento di protesi di anca. 

"Mi ha detto "Mi hai fatto sudare" dopo l'intervento, "eri il peggio di come si vedeva nelle radiografie"; dice, "però penso di avercela fatta". E i medici ovviamente non danno nulla per scontato fino a quando non c'è un decorso ospedaliero corretto. L'indomani mi ha messa all'inpiedi e mi ha detto "Alzati", io avevo paura e allora lui mi ha guardato e mi ha  detto "No, adesso devi fare quello che dico io", mi ha messo in piedi e quando io  mi sono messa all'inpiedi non ho avvertito più nessun tipo di dolore e mi  ha già affidato a un fisioterapista e dopo neanche 1-2 giorni  io camminavo col girello come se niente fosse."

Si è alzata con l'ausilio del girello il giorno dopo l'intervento chirurgico e ha seguito un programma riabilitativo, lo standard. Non ha presentato alcuna complicazione né locale né generale quindi diciamo che la paziente è rimasta un po' colpita dalla semplicità del post-operatorio.

"Non mi aspettavo che ci fosse una ripresa così rapida, perché diciamo che io poi ho seguito la riabilitazione e sempre nello stesso istituto e piano piano vedevo che sostanzialmente avevo ripreso quasi tutte le funzioni." 

Mi ha contattato a distanza, mi ha mandato un bellissimo messaggio. 

"Dalla prima giornata che avevo lasciato il girello e che cominciavo a camminare con le stampelle, ho sentito il dovere di scrivergli, perché credo che appunto le parole abbiano un peso rispetto al solito grazie e dove io ho esposto quello che in realtà sentivo."

Era la felicità della paziente nell'ottenere un risultato attraverso un trattamento tra virgolette "banale".

"Quando sono stata male in quel modo credevo di non riuscire più a camminare." 

Siamo un centro di eccellenza per quanto riguarda la chirurgia protesica, mi rivolgo ad Elvira intanto per ringraziarla del bellissimo messaggio che mi ha mandato, è stato veramente molto toccante.

"Dire grazie al dottore Bombara è troppo poco"

Sono molto contento del fatto che lei stia molto bene, io alla fine ho solamente fatto un intervento che faccio routinariamente.

"Io dico che sono fiera che nella mia città ci sia un medico come il dottore Bombara.”