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Il dr. Dipalo e il caso di Eleonora, guarita dalla coxartrosi bilaterale

"Ero affetta da una coxartrosi bilaterale che mi portavo dietro da tempo, non potevo fare niente: la mamma, la moglie, l'insegnante, niente".

Era molto sofferente, una signora insomma abbastanza provata, ecco, se vogliamo, perché soffriva da molto una coxartrosi di quelle abbastanza diciamo carogne, perché aveva una limitazione assoluta di tutti i movimenti dell'anca, poveretta, non poteva più, a parte deambulare, ma non poteva più allargare a gamba non poteva più fare i minimi movimenti, come vestirsi.

"Gira di qua, gira di là, trovi il medico che ti incoraggia ma non vuole mettere le mani, come si suol dire, non   vuole operarti perché ha timore. All'epoca avevo molti chili in più, ho preso chili fino a 140 kg, perché mi cullavo dell'antidepressivo, lo chiamavo io, era un cioccolato che non sporcavo neanche il cucchiaino ma con il dito, perché quando rientravo dalle visite dei medici che mi dicevano "E che dobbiamo fare con tutti questi chili? Deve perdere i chili prima di operarla".  

In effetti pesava 140-145 kg, il peso era veramente una cosa terribile, che ogni chirurgo dice "Beh, perdi prima 30 kg, 40 kg". E' un rischio che comunque condividi un po' anche con il paziente perché dire "C'è   tutto questo grasso, facciamo l'impianto, ci può essere un'infezione". Beh, devi essere diciamo sereno e dire "Qui possiamo avere anche un'infezione o possiamo avere delle lussazioni per il peso".

"Un bel giorno un'amica mia mi ha dato un nome che è stato il mio salvatore, sono arrivata sulla sedia a rotelle e ho bussato alla sua porta. Non ho chiesto niente, neanche dicendo Buonasera, ho detto semplicemente "Odia le ciccione?" e lui mi ha detto "No, sono le mie beniamine", "E allora la ringrazio che mi accetta e mi opera".

Un paziente di 140 chili non te li perde dall'oggi al domani 40 kg e devo dire in questo Eleonora è stata abbastanza brava, questa paziente, perché io gli ho messo la protesi e le ho detto "Guardi, facciamo la protesi però con la promessa che io la vedrò con almeno 40 kg in meno".

"Io la mattina dell'intervento mi sono svegliata con una serenità d'animo da non credere perché sapevo che da lì a poco la mia vita sarebbe cambiata. Addirittura non ci stavo sul letto operatorio, ce ne volevano due per potermi contenere". Molto importanti sia gli infermieri che sanno come muoversi e sono realmente molto bravi e poi c'è questo team anche di fisioterapisti che sono validi, sono bravi e danno diciamo sicurezza al paziente.

"Il mattino seguente è venuto nella mia stanza e mi ha detto "Eleonora è il momento di alzarsi", l'ho guardato e gli ho detto "Ma non è possibile", mi ha preso lui, mi ha fatto vedere come fare, c'era poi anche il fisioterapista, con il quale mi hanno preso, mi hanno fatto fare dei piccoli passetti, e dopo piano piano piano ce l'ho fatta". 

Questa è stata una promessa che mi ha fatto, e devo dire molto brava a mantenerla perché a distanza di otto mesi lei ha perso ha perso parecchi, credo 35 chili li ha persi, e io l'ho trovata proprio trasformata ma, a parte trasformata, contenta di vivere.

 "Io mi sento bene io, faccio tutto, anche una passeggiata la più stupida, quella è autonomia quando uno ha sofferto di coxartrosi bilaterale. Sembra una   cretinata ma l'autonomia è questo, è poter dire al proprio figlio   "Vengo anch'io alla tua gita, prendere in braccio il proprio nipotino che non l'ho mai potuto fare...".