fbpx Intervista al prof. Maurilio Marcacci, chirurgo ortopedico | Link Italia SPA

Intervista al prof. Maurilio Marcacci, chirurgo ortopedico

I giganti dell'ortopedia - intervista al professor Maurilio Marcacci.

Ma in effetti io non sono un gigante, io poi sono un uomo, un uomo come tutti, con gli aspetti positivi, gli aspetti negativi, successi e insuccessi, le forze, le debolezze.

Se mi si cerca per un'intervista di questo genere spero che sia per stima personale, o per il fatto che magari sono considerato una persona che ha fatto onestamente e seriamente il suo lavoro, mettendoci tutto se stesso per seguire un sogno. Vengo da una famiglia di medici, il mio bisnonno, mio padre. Io ho una familiarità di medici. Già da bimbo io pensavo di fare medicina, mi ricordo che anche alle scuole elementari mi immaginavo di fare medicina, ero sempre appassionato di tutto quello che era la biologia, la medicina, però quello che è stata la spinta, il sogno, è stato legato alla figura di mio padre. Mio padre era un medico generico, medico condotto. 

Livorno nel dopoguerra era una città completamente distrutta, rasa al suolo completamente.  Aveva perso il porto, aveva perso tutto, quindi disperazione, povertà, famiglie distrutte. Mio padre era il medico condotto di un quartiere popolare e negli anni poi mi hanno raccontato i suoi pazienti che spesso andava a seguire i suoi pazienti, a visitarli e li aiutava, aiutava anche portando loro da mangiare del cibo, con altri aiuti. Mio padre è morto giovane, a 60 anni, e al suo funerale c'era una folla, una folla grande, molto grande, di persone commosse, persone che sono venute per testimoniare il loro affetto per questa persona. Persone di tutti gli strati sociali, tutte le estrazioni sociali, molte persone semplici, molte persone che riconoscevano    la sua validità, la sua onestà personale. Ecco, io ho capito che quello era il mio sogno.  Quello era il mio sogno perché volevo non ovviamente arrivare ad avere un funerale con tante persone,  ma volevo poter, alla fine della mia  carriera, riguardando a quello che avevo fatto e al passato, potermi dire che  avevo fatto quello che un medico deve fare, cioè spendersi tutto per seguire le persone, aiutarle e cercare di essere onesto con se stesso, perché essere onesti con se stessi  significa essere in essere con gli altri.