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Maurilio Marcacci racconta il suo maestro, il prof. Marchetti

Ricordi quando facevamo lezioni sull'equilibrio, si? Quelle lezioni servono per tutto nella vita, tutto nella vita ha un suo equilibrio.

Il mio maestro è il professor Marchetti, è stata una persona grande da tutti i punti di vista, lo dico con affetto, lo dico con stima. E non è solo perché è stato il mio maestro, ma perché è stato riconosciuto in generale, come lo descrivono io. È una persona di grandi capacità chirurgiche, di grandi capacità anche imprenditoriali, una grossa sensibilità nel riuscire a comprendere le persone, e soprattutto a dare alle persone, a tutti i suoi collaboratori, il massimo della libertà nella possibilità di crescere. È quello che io, secondo me, ho imparato più di tutto perché gestire un gruppo, gestire delle persone giovani che si affidano, che hanno dei sogni che devono realizzare, è una grandissima responsabilità. Marchetti è stato considerato forse un fortunato, perché aveva sposato la figlia del maestro, del professor Scaglietti, per cui quelli che lo denigravano dicevano che era una persona che era riuscita a far carriera per quello. Assolutamente no. Ve lo dico dopo tanti tanti anni di lavoro con lui. Sarebbe stato sicuramente uguale, forse forse ancora più libero. Quando ha sposato la figlia di Scaglietti era già uno degli aiuti più anziani, più forte di Scaglietti, quindi diciamo ha fatto un piacere al maestro, non è stato aiutato dal maestro. Però Marchetti sarebbe stato ugualmente un grande, perché era un grande.

Qui si fa così perché comando io, zitto e muto, esegui, sono frasi che rappresentano il bisogno di imporsi con l'autorità.

Marchetti aveva il dono di ispirare simpatia, fiducia. Si vedeva che era una persona dotata di autorevolezza. L'autorevolezza è diversa dal potere dell'autorità, l'autorità una carica che è basata su una gerarchia di potere e deve essere sempre sostenuta dal potere. L'autorevolezza è un'altra cosa, l'autorevolezza è il fare conoscere ai collaboratori la propria onestà intellettuale, esprimere loro la fiducia nelle loro persone, essere vicino dal punto di vista personale, e permettere a tutti la crescita che devono fare o che possono fare. Credo che l'autorevolezza sia una cosa diversa e Marchetti ce l'aveva. Spero che la riconoscano anche a me o che l'abbiano riconosciuta anche a me, e poi ispirare affetto o addirittura, scelgo una parola grossa, amore.